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060 ..:: 10.06.2026

Nella foto, la
Chef Silvana Felicetta Colucci del Ristorante Lago
Grande di Monticchio Laghi.
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MONTICCHIO LAGHI - Tra le passeggiate più belle da
fare nel fine settimana, con gli amici oppure con la
famiglia, per ritrovare il piacere dello stare insieme e
rafforzare quei legami che spesso la fretta quotidiana mette
alla prova, c’è sicuramente una visita a Monticchio. È uno
di quei luoghi che non hanno bisogno di troppe
presentazioni: basta arrivare, respirare l’aria fresca del
Vulture, osservare il verde che si specchia nell’acqua e
lasciarsi guidare dalla lentezza buona delle giornate
semplici.
La mattinata può iniziare proprio dal Lago Grande e dal Lago
Piccolo di Monticchio, due specchi d’acqua incastonati in un
paesaggio suggestivo, dove la natura sembra ancora dettare
il ritmo della giornata. Una passeggiata lungo le sponde,
qualche foto ricordo, lo sguardo che si perde tra gli alberi
e il profilo delle colline vulcaniche, poi magari un piccolo
giro sulle barche che attendono i visitatori nel
porticciolo. È un’esperienza semplice, ma capace di
restituire serenità: le famiglie si fermano, i bambini
osservano incuriositi le anatre e le papere d’acqua che si
avvicinano fiduciose ai visitatori, qualcuno resta a
guardare, altri immortalano quel piccolo spettacolo
naturale.
Dopo la passeggiata sul lago, la visita può proseguire verso
uno dei luoghi simbolo di Monticchio: l’Abbazia di San
Michele Arcangelo, costruita in una posizione
scenografica e spiritualmente intensa, addossata alla roccia
e affacciata sul paesaggio dei laghi. È una tappa che
completa la mattinata, perché unisce natura, storia,
religiosità e memoria del territorio. Monticchio, infatti,
non è soltanto un posto dove passeggiare: è un luogo da
attraversare lentamente, lasciando che ogni scorcio racconti
qualcosa.

La stupenda struttura dell'Abbazia di San Michele Arcangelo
a Monticchio.
Poi, come spesso accade nelle giornate ben organizzate,
arriva il momento più atteso: il pranzo. Alle ore 13:00,
dopo aver prenotato telefonicamente tre o quattro giorni
prima della partenza, siamo approdati al Ristorante Lago
Grande di Monticchio Laghi, locale guidato dalla Chef
Silvana Felicetta Colucci. Non è stata una scelta
casuale, ma una scelta ricercata. Quando si è in viaggio,
soprattutto durante una gita o una breve vacanza, il pranzo
non è un dettaglio secondario: diventa parte integrante
dell’esperienza. E allora, se bisogna sedersi a tavola,
tanto vale farlo in un ristorante dove la cucina abbia una
storia, un’identità e una mano esperta.
Nel nostro caso, la curiosità era ancora maggiore perché
Silvana Felicetta Colucci non è soltanto la chef del
Ristorante Lago Grande, ma una cuoca che ha portato la
Basilicata anche alla ribalta nazionale. Nel 2019 ha vinto
l’edizione del programma televisivo “Cuochi d’Italia”,
in onda su TV8, rappresentando con orgoglio la cucina
lucana. Successivamente ha ottenuto anche il riconoscimento
“5 Stelle d’Oro della Cucina”, premio che conferma un
percorso professionale costruito con passione, esperienza e
attenzione per i sapori autentici.
Entrare nel Ristorante Lago Grande significa ritrovare una
cucina che non vuole soltanto saziare, ma raccontare. Il
Pranzo di Primavera 2026 proposto dal locale ha
confermato questa impostazione: una tavola ricca, curata,
legata ai prodotti del territorio ma capace anche di
presentarsi con eleganza contemporanea. Non una cucina
improvvisata, dunque, ma una proposta studiata, nella quale
la tradizione lucana viene rispettata e, allo stesso tempo,
reinterpretata con gusto.
Il percorso è iniziato con gli antipasti serviti al
tavolo: un tagliere di salumi e formaggi lucani, capace
di riportare subito al centro i sapori autentici della
Basilicata; un crostino di pane home made con mousse di
ricotta e salsa alle pere, delicato e piacevolmente
equilibrato; verdure grigliate e un trancio di pala romana
preparato dallo chef con abbinamento stagionale. Già dagli
antipasti si è percepita una precisa idea di cucina:
prodotti riconoscibili, sapori del territorio, ma anche cura
negli accostamenti.

Uno dei piatti di antipasti serviti al Ristorante Lago
Grande di Monticchio.
I primi piatti hanno rappresentato uno dei momenti più
interessanti del pranzo. La semisfera di pasta fresca
all’uovo aromatizzata al peperone crusco, con cuore di
stracciatella, pomodori secchi e granella di pistacchio,
servita su crema di pane cotto e friarielli saltati, ha
unito alcuni richiami fortemente meridionali in una
composizione raffinata e sorprendente. Il peperone crusco,
simbolo della cucina lucana, non era utilizzato come
semplice ornamento, ma diventava parte integrante
dell’identità del piatto.
A seguire, i cavatelli con ragù bianco di salsiccia
lucana, crema leggera di bufala di Lavello e polvere di
basilico hanno riportato il pranzo verso una dimensione più
rustica e familiare, ma sempre ben calibrata. La salsiccia
lucana, la pasta fresca e la crema di bufala hanno creato un
piatto pieno, avvolgente, capace di parlare al palato con la
sincerità delle cose buone. È in questi passaggi che si
comprende come la cucina lucana possa essere al tempo stesso
tradizionale e moderna, semplice e ricercata.
Il secondo piatto ha confermato la solidità della proposta:
un cartoccio di millefoglie di maialino lardellato con
patate e asparagi, accompagnato da una riduzione all’Aglianico
e miele di castagno di Monticchio. Qui il territorio è
entrato nel piatto con forza: l’Aglianico del Vulture, il
miele di castagno, la carne preparata con attenzione, le
patate e gli asparagi hanno costruito una portata intensa,
ben legata alla stagione e al luogo. Non un secondo
qualunque, ma una pietanza pensata per restare nella memoria
del commensale.

Il cartoccio di millefoglie di maialino lardellato con
patate e asparagi.
Il pranzo si è concluso con la Fresca Fantasia del pastry
chef, un dessert pensato per chiudere il percorso con
leggerezza e dolcezza. Ad accompagnare il tutto, acqua
naturale o frizzante Gaudianello, vino Aglianico del Vulture
IGP e caffè. Un menu completo, proposto al prezzo di 35
euro, che ha offerto un rapporto qualità-prezzo davvero
interessante, considerando la varietà delle portate, la cura
della preparazione e il contesto in cui il ristorante si
trova.

Dolce fresca fantasia del pastry chef.
Ciò che colpisce, oltre al cibo, è l’idea complessiva di
accoglienza. Il Ristorante Lago Grande si trova in un
contesto naturale privilegiato, a pochi passi da uno dei
paesaggi più belli della Basilicata. La presenza della
Chef Silvana Felicetta Colucci aggiunge valore a questa
cornice, perché lega il locale a una storia professionale
fatta di riconoscimenti, ma anche di lavoro quotidiano.
Vincere un concorso televisivo può dare visibilità;
mantenere nel tempo la fiducia dei clienti richiede invece
costanza, qualità e capacità di restare fedeli alla propria
identità.
La visita a Monticchio, dunque, può diventare una piccola
esperienza completa: la passeggiata sul lago, il giro in
barca, le anatre che si avvicinano ai bambini, la visita
all’Abbazia di San Michele Arcangelo e, infine, il pranzo in
un ristorante dove la cucina lucana trova una interprete
appassionata. È questo il bello dei viaggi brevi: non
servono grandi distanze per vivere una giornata speciale. A
volte basta scegliere bene il luogo, la compagnia e la
tavola.
E Monticchio, con il suo paesaggio e con il Ristorante Lago
Grande della Chef Silvana Felicetta Colucci, offre
proprio questo: una giornata da ricordare, fatta di natura,
cultura, famiglia e buona cucina. Una di quelle esperienze
che meritano di essere raccontate, perché parlano di
Basilicata, di tradizione e di persone che, con il proprio
lavoro, continuano a dare valore al territorio.
Agostino Del Buono
Redazione de La Sesta Provincia Pugliese
Supplemento di informazione online
agostino.delbuono@lasestaprovinciapugliese.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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