LA SESTA PROVINCIA PUGLIESE - SUPPLEMENTO DI INFORMAZIONE ON-LINE DELLA RIVISTA ASSODOLAB - ISSN 2280-3874

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Gli ultimi capolavori del genio verdiano.

013..::.04.05.2013

 

Nella foto, la soprano, Luciana Distante.

Proseguiamo questo «percorso musicale» a cura di Luciana Distante, soprano. E' una iniziativa dell'Assodolab riservata a coloro che amano la "buona musica" e gli "autori del passato" che ci accompagnerà per tutto l'anno 2013 su queste pagine web del nostro Supplemento di informazione on-line www.lasestaprovinciapugliese.it

La prossima uscita sarà il prossimo sabato.

La Redazione

Prof. Agostino Del Buono

 

 

Regione Puglia, LECCE..:: Con gli anni, Boito aveva compreso che solo Verdi avrebbe potuto portare l’Italia musicale al passo con l’Europa e, col fondamentale aiuto dell’editore Giulio Ricordi , si riconciliò con lui. Primo frutto della collaborazione fra il grande musicista e l’ex scapigliato fu il rifacimento del Simon Boccanegra, rappresentato con grande successo al Teatro alla Scala di Milano nel 1881.
La collaborazione con Boito fu determinante nella genesi delle due ultime opere, Otello (Milano 1887) e Falstaff (Milano 1893) entrambe ispirate a Shakespeare e concepite ormai al di fuori degli schemi dei pezzi chiusi, della distinzione tra aria e recitativo, schemi già prima più volte messi in discussione, ma qui definitivamente aboliti.
Le due opere, entrambe rappresentate alla Scala, ebbero esiti diversi. Se Otello incontrò immediatamente i gusti del pubblico, affermandosi stabilmente in repertorio, Falstaff lasciò, in un primo momento, perplesso il grande pubblico verdiano e, più in generale, i melomani italiani.
Nei sedici anni che separano Aida (1871) da Otello (1887) la distanza che separa le opere non è solo temporale: Otello è lontana dalle forme melodrammatiche tradizionali. É un’opera profondamente radicata nel suo tempo, non foss’altro che per gli aspetti inquietanti, per la psicologia patologica di personaggi dominati da passioni esacerbate e distruttive (la gelosia di Otello, l’odio di Jago): motivi che hanno le fondamenta in una cultura e in una sensibilità, all’epoca, largamente generalizzata. Otello, nel teatro verdiano, è anche il logico punto di approdo di un percorso tutto personale, che dai tempi lontani dell’idealismo risorgimentale e degli eroi romantici conduce, per gradi, a scandagliare sempre più a fondo gli abissi dell’animo umano, svelandone gli aspetti più riposti.
In Falstaff, capolavoro comico, le vestigia delle forme melodrammatiche tradizionali si dissolvono del tutto: un’azione mobilissima, dal ritmo indiavolato, è sostenuta da un continuo declamato vocale e da un’invenzione orchestrale incessante, che produce l’effetto di un caleidoscopio, di una scoppiettante girandola d’immagini. Al vitalismo delle scene incentrate sul protagonista e sulle burle, fanno da contrappeso gli episodi di Fenton e Nannetta, inseriti nella trama – per felice intuizione di Boito – come motivo parallelo, e contrastante, rispetto alla comicità pura della vicenda principale.
Con Falstaff, per la prima volta dopo lo sfortunato Un giorno di regno, l’anziano Verdi si cimentava nel teatro comico, ma con la sua estrema commedia aveva accantonato in un sol colpo tutte le convenzioni formali dell’opera italiana, dando prova di una vitalità artistica, di uno spirito aperto alla modernità e di un’energia creativa sorprendenti. Falstaff fu sempre amato dai compositori ed esercitò un influsso decisivo sui giovani operisti, da Puccini agli autori della Generazione dell’Ottanta.La distaccata comicità di Falstaff, con i suoi risvolti sorridenti e amari, con le sue ambiguità e le sue disincantate ironie, segna l’addio al teatro dell'anziano compositore, che negli ultimi anni compose ancora soltanto i Quattro pezzi sacri (1886-97).
Giuseppe Verdi trascorse gli ultimi anni tra Sant’Agata e Milano. Aveva oramai perso gli ultimi amici di gioventù: Andrea Maffei e sua moglie Clara, Tito I Ricordi ed Emanuele Muzio. Nel 1897 la moglie Giuseppina morì, lasciandolo solo nella sua lunga vecchiaia. Verdi morì a Milano in un appartamento dove era solito alloggiare dal 1872 al Grand Hotel et De Milan, il 27 gennaio1901, a 87 anni.
 

 

Luciana Distante

 

 

 

 

 

 

 

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